La danza orientale presenta una significativa dimensione archetipica evidente nel fatto che essa nasce come danza spontanea, non codificata e può essere vissuta attraverso un approccio diverso da quello finora maggiormente conosciuto in Europa e in Occidente, e cioè come una danza che utilizza il movimento per esplorare ed esprimere i modelli universali dell’inconscio collettivo, gli archetipi teorizzati da C.G. Jung. Un archetipo è una rappresentazione mentale primaria, un’immagine collettiva, che si manifesta in simboli presenti in ogni cultura ed in ogni epoca. Per scoprire il significato degli archetipi, Jung ha creato il concetto di immaginazione attiva, una sorta di dialogo tra l’Io e l’inconscio, che avviene attraverso la danza, la pittura, il disegno ed altre forme d’arte. In particolare, attraverso i movimenti distintivi della danza orientale, il corpo dà forma a simboli primordiali, permettendo un collegamento fra la mente conscia e quella inconscia. In questo senso la danza orientale si distacca completamente dalla tecnica estetica e dalla esecuzione e diventa un mezzo di introspezione in cui acquisisce importanza il significato simbolico del gesto. La danza orientale diventa così una sorta di atto rituale e catartico, simile alle danze dionisiache che, nell’antica Grecia, celebravano Dioniso, dio del vino e dell’estasi, ed erano caratterizzate da movimenti frenetici che rappresentavano il ciclo di morte e rinascita. Come avviene nella danza – movimento terapia e nella biodanza, che utilizzano gli archetipi per aiutare le persone a superare blocchi emotivi, anche la danza orientale nel suo aspetto sacro, rituale e archetipico è una forma di danza – terapia che cura producendo processi di trasformazione interiore. Per le persone che soffrono di disturbo post-traumatico è molto utile danzare immagini archetipiche positive perché ciò permette di appropriarsene trasformando le emozioni negative vissute. Il movimento corporeo nella danza orientale archetipica mostra ciò che verbalmente rimane inesprimibile, dà forma alle emozioni permettendo di comprenderle senza averne più paura giacché queste emergono e fluiscono all’esterno evitando il rischio di rivivere l’evento traumatico.
Espressione e benefici derivanti dal danzare l’archetipo della Grande Madre
La Grande Madre è forse il più potente e antico archetipo della psiche umana, in quanto esso rappresenta la fonte della vita, la terra generatrice e, al contempo, la forza che riassorbe ogni cosa (ciclo vita-morte-rinascita). Nella danza orientale archetipica, incarnare la Grande Madre significa “radicamento” cioè connessione con il baricentro basso, il bacino e il contatto profondo con il suolo. Nel movimento si manifesta attraverso il contatto con la Terra quindi i piedi sono ben radicati e le ginocchia flesse. Il movimento parte dal basso, dalle ginocchia che si flettono e si distendono celebrando la gravità. Il bacino compie movimenti circolari e fluidi in senso orizzontale e rotazioni e spirali in senso verticale. Questi simboleggiano la fertilità, l’accoglienza e la creazione. La gestualità delle braccia e del busto è accoglienza. Le braccia disegnano forme ampie, concave, che mimano l’atto di cullare, nutrire o proteggere. Danzare questo archetipo consente di ritrovare sicurezza interiore, guarire il rapporto con la propria corporeità e risvegliare la capacità creativa e l’istinto di cura verso se stessi.
Danza sacra in cerchio
La danza orientale come danza archetipica della Grande Madre rientra fra le danze sacre per il suo carattere rituale in cui si rintracciano gli antichi “stili” della danza, presenti nelle testimonianze archeologiche più studiate (pitture rupestri e vasi decorati). Fra questi quello che risulta da sempre più praticato è la “Danza in cerchio”, che rappresenta la ciclicità del tempo (le stagioni, il sole, la luna) e la connessione fra gli elementi che si muovono attorno ad un centro sacro, simboleggiante appunto la Grande Madre e anche la Dea Madre, responsabile della fertilità e dell’abbondanza. Praticare la danza orientale come danza archetipica e danza sacra in cerchio sviluppa armonia, unità e interconnessione fra le persone, la natura e l’universo e può essere un potente antidoto contro ogni forma di negatività e un farmaco benefico che armonizza e riequilibra le tensioni psichiche.
Mara Springer

